17 gennaio 2019 -
Di futuro della logistica in Europa si parla nel report pubblicato da Cushman & Wakefield intitolato The Changing Face of Distribution: The Shape of Things. Lo studio ipotizza quali e come saranno i nuovi corridoi logistici in Europa entro il 2050 per incontrare le esigenze di un mercato in costante crescita, con previsioni positive dettate anche dall’incremento del canale eCommerce.

Concentrandosi sulle spedizioni, lo scenario europeo preferisce ancora il trasporto su gomma per il 75%. Una metodologia di lavoro che si scontra con la possibilità di un collasso derivante dall’aumento dei costi e dalla sempre minor disponibilità di risorse energetiche.

Il panorama internazionale invece è diviso tra trasporto aereo (25%) e marittimo (50%): il trasporto su strada è finalizzato esclusivamente nei collegamenti urbani e suburbani -ultimo miglio, top-down distribution tra hub e transit point, …)

Eurostat prevede che entro il 2050 la domanda di trasporto su gomma triplicherà (+182%) perché la redistribuzione delle merci tramite camion resta indispensabile nonostante l’evoluzione tecnologica dei 4.000 porti nel mondo o dell’aumento della rete ferroviaria.
Il 70% dei trasporti su strada  non può essere rimpiazzato da nessuna forma di intermodalità o modalità alternativa.
I corridoi logistici sono quindi destinati ad evolversi in funzione di:
  • aumento del volume delle merci trasportate
  • aumento dei costi di trasporto
  • carenza di manodopera
  • congestione del traffico
  • nuove tecnologie e e-commerce

I corridoi d’Europa.

L’evoluzione della logistica nel futuro

Gli 8 corridoi logistici europei aumenteranno e rafforzeranno la capacità di distribuzione in Europa nei prossimi 10 anni.
      • Corridoio inglese (UK Corridor) – Dopo la Brexit le reti stradali, ferroviarie e marittime della Gran Bretagna non aderiranno più al Ten-T (Trans-European Transport Network) rivolgendosi ad un traffico sempre più domestico che dipenderà principalmente dai porti britannici;
      • Original Blue Banana: riguarda le merci internazionali che attraversano il Reno (Benelux – Nord Europa), che, mostra una naturale propensione ai porti del Mediterraneo, tale da poter includere anche Genova;
      • Corridoio Irlandese (Irish Corridor) – La rotta di navigazione tra Irlanda e Belgio (per dimensioni non adeguata all’incremento) sarà affiancata/sostituita dagli spazi olandesi di Ghent e Zeeland;
      • Corridoio spagnolo (Iberian Corridor): si prevede un aumento delle linee ferroviare nei prossimi 5 anni, tali da ottimizzare l’interesse dimostrato dalle case automobilistiche tedesche che in Spagna hanno trovato manodopera qualificata e i costi inferiori;
      • Corridoio europeo (Central Europe Corridor): lo sviluppo di reti autostradali e ferroviarie sul TEN-T hanno migliorato questo corridoio che potrebbe estendersi al Nord Italia, connettendo il Blue Banana con Milano e Bologna.
      • Corridoio del Mare del Nord (North Sea Corridor): Unisce il porto di Amburgo con Copenhagen e Malmö; migliorerà la sua capacità al termine del completamento del tunnel Rodby-Puttgarden (2021) che lo renderà percorribile anche ai mezzi pesanti e treni merci;
      • Corridoio del Mar Nero (Black Sea Corridor): unirà l’Europa centrale al Blue Banana allargandosi a Budapest e al Mar Nero. La Romania diventerà un hub strategico per importanza logistica in Europa;
      • Corridoio Baltico (Baltic Corridor): connetterà la Germania con Finlandia, Polonia e Repubblica ceca.

    La Cina e la logistica del futuro

    l’asse cinese – tedesca

  • I trasporti con la Cina sono attualmente veicolati dall’Eurasia Rail Route (2014) che collega 35 città cinesi con 34 città europee. Una lunga arteria ferroviaria che veicola solo l’1% delle merci annualmente trasportati dalla Cina.

    Diventa uno snodo intermodale strategico il porto di Duisburg (Germania Settentrionale), unendo Pechino con la Germania (passando da Mongolia, Siberia, Russia, Francia) con itinerari previsti anche nell’asse più meridionale dell’Europa che coinvolgeranno Turchia, Penisola Balcanica e Italia Orientale.